Cosa succede a Castel Mareccio
Concerto Orchestra Mandolinistica Euterpe
Concerto Accademia d'Archi di Bolzano
L'Accademia d'archi di Bolzano presenta un programma concertistico di alto livello che mette in risalto la forza espressiva dell'oboe e del violino, nonché la varietà sonora dell'orchestra d'archi.
Il concerto si apre con il Concerto per oboe d'amore in la maggiore BWV 1055 di Johann Sebastian Bach, un'opera di particolare intensità lirica. L'oboe d'amore conferisce all'opera un suono particolarmente caldo ed espressivo.
Segue Polyptyque per violino e due piccoli orchestre d'archi di Frank Martin, un'opera del ventesimo
secolo di grande forza drammaturgica. In sette quadri musicali Martin combina la modernità espressiva con la profondità spirituale. Il confronto tra due orchestre d'archi crea un suono spaziale complesso, in cui il violino solista funge da elemento di collegamento.
Il concerto si conclude con la Seconda Sinfonia H153 del compositore svizzero Arthur Honegger. Si tratta di una testimonianza impressionante del linguaggio musicale del ventesimo secolo. Tra tensione interiore e calma contemplativa si dispiega un'opera di grande intensità emotiva.
Ticket: € 25
>65: € 20
>26: € 10
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European Union Baroque Orchestra 2026
Come per qualunque altro ambito dell’attività umana, anche nella musica le consuetudini sono
cambiate nel corso del tempo, spesso portando con sé importanti evoluzioni artistiche e stilistiche.
Ad esempio, non c’è sempre stato un uomo con la bacchetta a dirigere l’orchestra da un podio. Agli albori della musica cameristica e sinfonica, durante l’epoca barocca, erano per lo più il clavicembalista o il primo violino – spesso coincidenti con le figure del compositore o del maestro di cappella – a guidare l’ensemble. Questo contribuì all’evoluzione dello stile concertante e del concerto solistico, dal momento che il violino concertatore era tendenzialmente un virtuoso dello strumento. E esattamente ciò che accade in questo concerto della EUBO, dove il virtuoso del violino Shunske Sato dirige “concertando”, un ensemble costituito da alcuni tra i migliori musicisti delle principali accademie europee.
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Haydn in the Cracks - Anacronìa
La fiorente scena musicale londinese affonda le sue radici nel lontano Settecento, quando impresari privati istituirono serie di concerti a pagamento nelle più prestigiose sale della capitale. Una di queste, fondata dall’acclamato soprano Teresa Cornelys, divenne straordinariamente popolare nell’ultimo quarto del secolo quando fu presa in mano da Johann Christian Bach e Karl Friedrich Abel, nei prestigiosi saloni di Hannover Square.
L’ascoltatore contemporaneo inorridirebbe nell’assistere alla confusione che regnava durante le rappresentazioni, dove il pubblico poteva essere mosso in un istante dal riso al pianto, ma soprattutto era libero di chiacchierare comodamente seduto nelle proprie poltrone. La musica, tuttavia, era di altissima qualità, come il programma dell’ensemble Anacronía dimostra: naturalmente composizioni originali di Bach, Abel e del loro socio Juan Oliver Astorga, ma il repertorio includeva anche capolavori di maestri come Carl Phillip Emanuel Bach e Joseph Haydn.
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Concerto - Un air d'Italie
Il mandolino a Parigi nel XVIII secolo
Il mandolino è uno strumento quasi dimenticato, se si esclude il suo aspetto di nostalgico cliché di una certa cultura partenopea. Eppure, questo strumento di origine napoletana fu ad un certo punto, nella seconda metà del Settecento, estremamente di moda in tutta Europa.
Il concerto dell’ensemble Pizzicar Galante con la solista Anna Schivazappa ci offre un ritratto proprio di questa età dell’oro del mandolino, quando alcuni grandi virtuosi napoletani come Giovanni Battista Gervasio e Gabriele Leone contribuirono alla sua diffusione con una serie di tournée europee. In Francia in particolare, la borghesia e l’aristocrazia del tempo si dedicarono allo studio del mandolino con l’ausilio di maestri italiani e di metodi che tra le altre cose offrivano anche regole essenziali per accompagnarsi al mandolino cantando le arie della Comédie Italienne, per il piacere dei dilettanti.
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BZ '900
La nascita della cartolina risale al 1865 e si deve a un funzionario delle poste tedesche il quale ritenne che il progresso dei mezzi di comunicazione necessitasse di semplicità e brevità che la lettera non poteva offrire. La prima cartolina venne spedita in Austria nel 1869 e – fino all’avvento di sms e social – fu testimonianza di piccoli e grandi viaggi: poche righe per raccontare una vacanza, un luogo, qualche aneddoto. In principio semplici, vennero successivamente colorate e illustrate, talvolta anche da noti artisti. La collezione Gaetano Sessa, acquistata dalla Fondazione Castelli, si compone di circa 2000 cartoline: un documento prezioso per ricostruire l’aspetto della città di Bolzano e la vita di un tempo.